PROTAPER NEXT

 

PROTAPER NEXT

I file ProTaper Next sono strumenti rotanti NiTi endodontici che forniscono prestazioni flessibili per il dentista. L'unico movimento di swaggering e la maggiore flessibilità consentono di modellare anche i canali più stretti e curvi rispetto alla maggior parte dei sistemi NiTi presenti sul mercato

PROTAPER NEXT

Il concetto di conicità variabili e progressive su cui si basa il sistema assicura un contatto minore tra il file e la dentina e quindi limita la formazione di taper lock (effetto avvitamento) aumentando nello stesso tempo la flessibilità e l’efficienza di taglio dello strumento.

Il primo strumento del sistema è Protaper Next X1, con una misura in punta di 0.17 mm e conicità 4%; è usato dopo la preparazione di un adeguato glide path.
Protaper Next X1 è sempre seguito dal secondo strumento chiamato Protaper Next X2 (0.25 mm in punta e conicità 6%). Può essere considerato come il primo finishing file del sistema in quanto lascia il canale radicolare preparato con una forma adeguata ed una conicità o ottimale per l’irrigazione e l’otturazione canalare.
Protaper Next X1 e X2 hanno una conicità crescente e decrescente sulla sezione a attiva degli strumenti.
Gli ultimi strumenti di rifinitura sono Protaper Next X3 (0.30mm in punta con conicità 7%), Protaper Next X4 (0.40mm in punta con conicità 6%) e Protaper Next X5 (0.50mm in punta con conicità 6%). Hanno una conicità decrescente dalla punta al gambo e possono essere usati sia per creare maggiore conicità nel canale che per allargare i canali. Un altro vantaggio di questo sistema è rappresentato dall’uso della lega M-Wire che può ridurre la fatica ciclica del 400% rispetto a strumenti similari prodotti con le leghe tradizionali in nichel titanium garantendo maggiore flessibilità allo strumento e quindi un minor rischio di frattura.
L’ultimo grande vantaggio è il fatto che la maggior parte degli strumenti Protaper Next presenta uno spazio sezionale a croce rettangolare con massa di rotazione eccentrica (eccetto negli ultimi 3 mm dello strumento, D0-D3). L’eccezione è Protaper X1, la cui sezione a croce quadrata negli ultimi 3 mm dà allo strumento una maggiore forza nella parte apicale stretta.

Questo innovativo design conferisce allo strumento un fenomeno rotazionale conosciuto come precessione o swagger con indiscutibili vantaggi:

• Ulteriore riduzione (in aggiunta al design a conicità progressive) dell’impegno tra lo strumento e le pareti dentinali limitando così la formazione di taper-lock, l’effetto avvitamento e lo stress sul file.

• Rimozione dei detriti in direzione coronale grazie alla sezione a croce eccentrica che aumenta lo spazio attorno alle eliche dello strumento migliorando l’efficienza di taglio dello strumento in quanto le lame sono a contatto con le pareti dentinali circostanti. La preparazione del canale radicolare viene eseguita molto velocemente e con semplicità.

• Attivazione della soluzione irrigante durante la prepazione canalare favorendo la rimozione dei detriti.
• Riduzione del rischio di frattura dello strumento grazie al minor stress ed alla più efficiente rimozione dei detriti.
• Ogni strumento è in grado di tagliare una porzione maggiore rispetto ad un file di misura simile con massa ed asse di rotazione simmetriche. Questo permette al clinico di utilizzare un numero ridotto di strumenti per ottenere un canale radicolare con un’adeguata sagomatura e conicità per un’ottimale irrigazione ed otturazione.
• C’è una transizione equilibrata tra le diverse misure degli strumenti in quanto il design assicura che la sequenza stessa degli strumenti si espanda in modo esponenziale.

Nella esecuzione di una corretta endodonzia prima di poter iniziare la sagomatura del canale, è necessario garantire la pervietà dello stesso fino al raggiungimento della lunghezza di lavoro. L’utilizzo di strumenti per alesatura come i Protapers, quando ancora non fosse privo di impedimenti il lume canalare, rischierebbe di causare stress torsionali e frattura degli stessi all’interno dell’endodonto. Per questa ragione bisogna eseguire alcune procedure nelle fasi iniziali dell’endodonzia: una volta disegnata una corretta cavità d’accesso e ottenuto l’imbocco rettilineo al terzo apicale del canale, con l’eliminazione delle eventuali interferenze coronali, si introduce una lima del calibro 10 portandola delicatamente alla lunghezza di lavoro. Una volta che tale lima manuale è libera di muoversi a tale lunghezza, ci si allarga la strada con con gli appositi strumenti rotanti PathFile. Questi permettono di eseguire un corretto glide path. Per glide path si intende la creazione di un tunnel senza interferenze dall’orifizio canalare dalla camera pulpare al forame apicale, sino ad un dimetro di 15, 20. I PathFile sono stati i primi strumenti rotanti NiTi realizzati per creare il glide path; questa era fino a poco fa l’ultima fase da realizzare necessariamente in maniera manuale. Questo è tra l’altro un momento delicato della terapia, quello dove si verificano gli errori più pericolosi che possono determinare l’insuccesso di tutto il trattamento (gradini, false strade, tappi di dentina). Non bisogna confondere il glide path con il preflaring. Per preflaring si intende il preallargamento del terzo coronale e medio del canale al fine di permettere il raggiungimento del terzo apicale da parte di un file precurvato.

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